Hanno detto di lui
Quando intende allestire una sua «personale», il pittore Guerrino Casella ha indubbiamente sui suoi colleghi un vantaggio: che non gli occorre né opera di facchinaggio né di laborioso e costoso trasporto. Una valigia, a volte addirittura una valigetta può contenere agevolmente tutta una Galleria d'Arte. Dell'Arte caratteristica di questo nostro Pittore. Nato a Busseto e residente a Parma, è insegnante ormai da più anni in scuole della pianura reggiana, Casella è, infatti, un eccellente miniaturista che alla miniatura e (anzi) alla micro miniatura (che sarebbe la sfida al sempre più piccolo), si è dato quasi per scommessa, sospinto, però, da una vocazione la cui validità si dimostra costantemente nei risultati che via via sono stati raggiunti. La miniatura che per lui, dotato di una tecnica prodigiosa e di grande esperienza, conquistata con assiduo studio, raggiunge effetti addirittura sbalorditivi, non costituisce, però, per Guerrino Casella l'unica forma di espressione artistica. Spesso «per riposare gli occhi» o, vogliamo anche dire, per soddisfare l’istintiva esigenza di rappresentazioni in dimensioni più consuete, l'Artista sì applica al paesaggio, alla figura, al ritratto su tele che possono benissimo figurare, appese alle pareti e che sono osservabili senza lento né microscopio. Ma il fascino del piccolo e del piccolissimo, quel poter ridurre e condensare a volte in nemmeno un millimetro quadrato, creazioni di fantasia o copie di celebrati capolavori, lo domina sempre sicché le sue Mostre presentano costantemente almeno alcuni di cotesti saggi di virtuosismo artistico. Virtuosismo non è termine adeguato. Sia nel piccolissimo sia nel quadro normale, Guerrino Casella, infatti, è sempre un Artista sensibile, fantasioso, in possesso di una tecnica di primo ordine al servizio di una concezione felice che, pur legata a canoni tradizionali, trasfonde nell'opera il segno della vita, il riverbero della interna commozione; l'Arte, insomma, nella sua più nobile accezione.
G. F. «La Provincia» (di Cremona) 15 novembre 1964 ... Probità di lavoro e una volontà di ricerca personale presiedono a questa attività, che non gioca affatto sull'equivoco o sulla falsificazione di testi antichi, poiché anche nei riguardi di questi, si dispone ad una traduzione in termini nuovi...
M.Gh. «La voce di San Marco» (di Venezia) 7 ottobre 1964 ... Una scelta tematica vastissima che tocca tutti i generi: dalla figura, alla natura morta. Soggetti che, trattati con spirito attento, in dimensioni, ripetiamo, ridottissime, niente perdono della loro poetica, anzi, acquistano suggestività per la maniera, la perizia, la sicurezza cromatica con la quale sono portati a compimento. La miniatura è una cosa desueta, ma non per questo scade la validità dell'operato di questo pittore che, nelle piccole dimensioni accomuna tutta la poetica e tutta la tecnica pittorica di un'opera dalle dimensioni consuete.
Vedere l'opera del Casella stupisce per il paziente lavoro, ma anche perché vi sono in essa tutti i problemi della pittura antica e moderna, risolti con felicità e ricchezza di inventiva.... M. Alzetta II Resto del Carlino 30 gennaio 1970 ...
Al «Voltane» fino al 6 febbraio è aperta una rassegna di opere del miniaturista Guerino Casella. Espone una cinquantina di lavori dai quali emerge la passione, l'abilità, la tecnica e soprattutto, la sensibilità artistica di un uomo che è tra i pochissimi i quali oggi si dedicano a tale genere d'arte, un tempo assai in auge...
A. Barilli da la rivista il «Narcisio» 8 marzo 1973 ... La galleria Brixia ha recentemente presentato una mostra di miniature del pittore Guerino Casella, preziose non solo artisticamente ma come materia. L'uso dell'avorio, infatti, conferisce all'insieme una nobilita di intenti che, ricalcando le orme di un valido passato, si inseriscono in quel tipo di manufatto che vuoi essere duraturo nel tempo, oltre a dar modo all'operatore di giungere a soluzioni tecniche preziose e raffinate...
Corni Cronache d'Arte 2 maggio 1974 ... Casella uno dei nostri più agguerriti miniaturisti, espone una serie di miniature alla galleria «Spinelli» (Chiasso Armagnati, 2). Il virtuosismo di Casella ha dell'incredibile. A parte la vera e propria «curiosità» di quei tre «puntini» che guardati con la lente dell'orologiaio si rivelano quadri, Casella presenta composizioni di misura, minima eppure articolatissima, affollata di personaggi, cavalli, immagini e larghissimi paesaggi…
A Ragionieri Gazzetta di Parma 22 luglio 1974 ... Il pittore concittadino Guerino Casella è stato premiato con medaglia d'oro alla terza biennale romana di arte contemporanea organizzata dalla Associazione Giornalisti e scrittori indipendenti in collaborazione con la rivista «Teleuropa». Si è imposto all'attenzione della giuria (Giorgio Barbieri, Americo Buldrini, Francesco Amadei e Pier Paolo Cappellani) con una drammatica e complessa composizione «La caduta di Fetonte» racchiusa in una ridottissima superficie...
Televisione Commerciale Italiana Milano 19 novembre 1976 ... Si comunica che il servizio alla mostra «Incontro con l'arte di Oggi e di domani» è stato trasmesso giovedì 18 novembre alle ore 20,30. Il programma è stato condotto da Flaminio Gualdoni e da Lilian del Tornese. Ospite in studio per presentare il filmato e la mostra.
Mario Monteverdi...
Gazzetta di Parma 13 ottobre 1978 ... Casella non «imita» la pittura di più vaste dimensioni, non opera cioè un processo riduttivo, ma «compone» direttamente in piccole dimensioni, elaborando un linguaggio personale e singolare. Molti sono i motivi che lo interessano: da quelli religiosi a quelli ispirati dalla grandezza di personaggi illustri, ma intendiamo segnalare due filoni non abituali nella pittura italiana: alcune scene ispirate ad allegorie grottesche di sapore nordico e un surrealismo lucido, di una sconcertante suggestione che evoca echi fiamminghi...
Nendoni
Nella protezione umbratile del proprio studio, Guerino Casella pratica, ormai da molti anni, l'arte della miniatura. Una disciplina, questa, che richiede affinata perizia tecnica sul piano dell'esecuzione, in quanto si tratta di tradurre in spazi minimi gli elementi figurativi che sono propri della pittura. È così che la miniatura assume un valore compiuto sul piano dell'immagine. E Casella opera appunto in direzione di questi valori specifici di evidenza cromatica e di equilibrio formale. Sotto il primo aspetto assume particolare rilevanza la scelta dell'avorio come supporto della miniatura: il colore, concentrato sulla più piccola dimensione, sprigiona una straordinaria carica espressiva, tale da toccare il più alto registro di intensità. Sotto il secondo aspetto è proprio la riduzione dello spazio a dettare l'esigenza di una scansione molto calibrata degli elementi di racconto: dalla mitologia alla storia sacra, dall'allegoria dalla nota di costume. Si tratta di motivi-
Gianni Cavazzini
Oggi la miniatura non conta tanti cultori, quantunque un tempo praticissima non soltanto nella ornamentazione e nella illustrazione di codici e di salteri, ma anche nella ritrattistica, segnatamente in Francia, dal XV al XIX secolo, ad opera di artisti notevolissimi: Nattier, Fragonard, la Vigée-
L'arte della miniatura che ha origini antichissime e che fu, dai primi esempi a noi noti, consegnata ai papiri egiziani, ai codici alessandrini romanici e gotici, quindi all'avorio, al rame e ai metalli preziosi delle tabacchiere, dei medaglioni ritratto, degli orologi settecenteschi, quest'arte, dico, alla quale conferirono prestigio, altezza di invenzione, forza di sintesi espressiva, come di analitica sottile ricerca del « vero », artisti quale Simone Martini, Liberale da Verona, Hans Hobein. Lukas Granali, Albrecht Dùrer, J. H. Fragonard, Rosalba Carriera e moltissimi altri, rivive curiosamente e prodigiosamente e fiorisce di innumerevoli variazioni tematiche nell'opera di un pittore tanto schivo e modesto quanto poeticamente raccolto e impegnato nel suo assiduo lavoro: Guerino Casella. E giovi, a questo punto, dissipare almeno due equivoci: il primo che vorrebbe l'arte della miniatura ancella o vassalla di altre arti dette « maggiori »; l'altro che tenderebbe a confinare il miniaturista in un limbo di buone intenzioni e a ridurne l'attività ad una specie di tecnicismo esasperato, quasi fine a se stesso, e inetto, comunque, a condurre e a conchiudere un discorso poetico in brevissimo spazio. Guerino Casella smentisce cedesti pregiudizi: le fonti cui attinge (la mitologia, Dante, la cronaca quotidiana, ecc.) sollecitano la sua fantasia che tosto si muove, mediante la padronanza assoluta dei mezzi espressivi, a fissare forme e colori, e nostalgicamente accarezzati dalla memoria e ravvivati da una precisa, minuziosa, ma anche vibrante capacità di linguaggio pittorico che, può nelle sue strutture così definite e conchiuse, crea un'atmosfera e un alone mitico attorno alle figure e agli episodi, ne estrae, per così dire, in una sintesi dinamica, tutte le possibilità espressive. E che il Casella sia non soltanto un pasticheur ad alto livello, lo dimostrano alcuni piccoli dipinti ad olio — presenti alla mostra — dei quali non si può non ammirare la freschezza impressionistica, la sicura e calzante dialettica del segno e dei toni: una strada, insomma-
Arrigo Dedali
Guerino Casella è un noto miniaturista parmense, ma non disdegna pure la pittura di maggior respiro: anzi, con gli anni, ha rivelato anche un gusto ironico che completa questo suo già ricco bagaglio professionale. Certo, la miniatura resta il suo primo amore e il suo carattere attento, meticoloso, ben si sposa con la cura minuziosa della tecnica e del particolare, senza i quali la miniatura non raggiunge livelli di eccellenza. Casella, invece, da anni, tra ritratti somigliantissimi e complesse vicende religiose o profane, tra figure mitologiche e rielaborazioni storielle, ha scritto pagine intense, popolate di figure perfette nell'individuazione del particolare; inserite in paesaggi pure essi puntigliosamente analizzati. Piccole cose raffinate che sono enormemente piaciute al pubblico, ma dato il loro impegno culturale -
Tìziano
La miniatura richiede pazienza ed abilità, doti queste che non vanno d'accordo con il dinamismo odierno, che ha contaminato anche l'arte. Le miniature non sono vistose, non offrono agli artisti possibilità di facile guadagno. Nel Medio Evo vi si dedicavano gli amanuensi benedettini e certosini, quando amorevolmente illustravano codici, libri di preghiere, messali, la Bibbia, i poemi classici. Arte silenziosa, antica e raffinata. Le miniature stanno ai vasti dipinti come la musica da camera, ad esempio i trii e i quartetti, stanno alle sinfonie. Non sono appariscenti, non colpiscono con immediatezza, non vanno bene per il grande pubblico, che ha fretta: sono poesia per intenditori colti. Appena ho saputo che Casella aveva allestito una mostra di miniature presso il lussuoso Grand Hotel "Palace" di Merano, mi sono affrettato a visitarla. Alle pareti di un'ampia sala erano esposte una cinquantina di miniature: lavori deliziosi delle dimensioni di francobolli, cartoline, pagine di quaderno. Il pittore le aveva amorevolmente dipinte su lastrine di avorio, servendosi di una lente di ingrandimento. Ma più della tecnica, mi hanno toccato i contenuti, ricchi di spiritualità e di cultura. La tematica era vasta: ritratti, nudi, paesaggi, nature morte, animali, scene di guerra, soggetti mitologici attinti alla tradizione classica, ellenistica e rinascimentale, motivi ispirati al Vangelo e alla Bibbia, fantastiche allegorie stese alla maniera di Briigel e di Bosoni: dense di significato morale, che esprimono i drammi esistenziali dell'uomo. (Ma le sogna di notte, il nostro, quelle composizioni popolate di angeli, mostri, draghi e serpenti, per testimoniare la lotta tra il bene e il male?). Le donne ignude di Casella sono idealizzate. Al maestro piace cantare la bellezza classica, che rasserena. Le tinte dei loro corpi sono calde, sullo sfondo di cieli burrascosi. Il colore diventa luce impalpabile, eterea, come usavano Tiziano e Velasquez. Prevalgono, nella rassegna dell'Hotel "Palace", le opere d'ispirazione religiosa. Alcune sono potenti, vorrei dire grandiose, anche se hanno il formato di una pagina di libro. Quei piccoli dipinti, ingranditi, li vedrei volentieri sulle vetrate di una cattedrale gotica. L'artista, sorretto dall'ingegno, dalla cultura e dalla tecnica, li ha creati sotto l'impulso di un profondo sentimento religioso. Il signor Casella mi confida che, quando realizza le sue miniature di carattere sacro, ascolta le canti, i corali, le "Passioni" di Bach, il più mistico dei musicisti: lavora in uno stato di grazia. Mi indica, a proposito, un suo "Omaggio a Bach", che rappresenta una drammatica "Crocefissione di Cristo": in basso, a destra, un ritratto del sommo compositore. (Sappiamo che la pittura va d'accordo con la musica). Le opere religiose di Casella trasmettono vibrazioni e fede: è questo che egli vuole. Alcune ("Dio creatore", "Via Crucis", "II re dei Giudei", "Cristo in croce", "Resurrezione" ecc...) sono state concepite come affreschi medioevali. Più raccolte, più trepide sono altre miniature, molto piccole "L'annuncio", "La notte santa", "Gesù e il Cireneo", "II re dei Giudei" ecc... Sono quadretti che conquistano l'animo di chi crede e di chi non crede, carichi di amore e di "pathos". Un'opera soprattutto ha conquistato me, che vivo e lavoro in mezzo agli adolescenti: "Meditando". Un giovane, inginocchiato, guarda verso il Cristo in croce, come per chiedergli: "Che significa la tua venuta?" Casella è un pittore romantico rivestito di classicismo: concilia la lezione del Rinascimento con le ansie e le attese della nostra età convulsa.
Elio Baldessarelli
Il Casella pratica, ormai da molti anni, l'arte della miniatura. Una disciplina, questa, che richiede affinata perizia tecnica sul piano dell'esecuzione, in quanto si tratta di tradurre in spazi minimi'.gli elementi figurativi che sono propri della pittura. E' così che la miniatura assume un valore compiuto sul piano dell'immagine. E Casella opera appunto in direzione di questi valori specifici di evidenza cromatica e di equilibrio formale. Sotto il primo aspetto assume particolare rilevanza la scelta dell'avorio come supporto della miniatura: il colore, concentrato sulla più piccola dimensione, sprigiona una straordinaria carica espressiva, tale da toccare il più alto registro di intensità. Sotto il secondo aspetto è proprio la riduzione dello spazio a dettare l'esigenza di una scansione molto calibrata degli elementi di racconto: dalla mitologia alla storia Sacra, dall'allegoria alla nota di costume. Si tratta di motivi assai diversi fra loro che trovano tuttavia la misura unitaria nei più sottesi valori di armonia e di eleganza. Ed è per questa sua ben riconoscibile identità che Casella si impone oggi all'attenzione del pubblico più vasto: per questa sua convinta fiducia nelle risorse della miniatura, di una disciplina di antica tradizione che rivela, proprio nei contrasti di quest'epoca turbinosa, sorprendenti affinità con il gusto, molto attuale, per la ricerca analitica e per l'esperienza alchemica. Ed è quel che si ritrova nelle piccole immagini create da Casella nel silenzio del suo studio: figure che si svelano in una spazia Irta molto concentrata, presenze che si annunciano in un'atmosfera visionaria.
Gianni Cavazzini
Potrebbe suonare anacronistica, oggi, la pratica della miniatura, così in contrasto-
Mario Monteverdi